Il mio vicino da incubo non è una persona.
È un intero paese.
Da tre mesi e mezzo viviamo con botti e fuochi artificiali praticamente ogni sera, come se fossimo in guerra permanente o in un interminabile Capodanno.
La prima volta che ho chiesto spiegazioni sul gruppo del paese, perché sinceramente non avevo mai visto da nessun’altra parte la tradizione di sparare fuochi tutte le sere, mi è stato risposto che erano il parco divertimenti, gente autorizzata oppure la solita frase magica:
“Non vi va mai bene niente!”
Va bene.
È estate.
Cerco di farmene una ragione.
Il problema è che siamo arrivati a settembre e la storia continua.
Anzi, guai a lamentarsi.
Nel giro di poco sono diventata io quella intollerante, la guastafeste che non sa divertirsi.
Peccato che qui non si parli di un fuoco d’artificio ogni tanto.
Parliamo di botti continui, spesso oltre la mezzanotte, provenienti da punti diversi del paese e delle campagne.
Lascia una risposta