L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Barriere linguistiche e vicino stro**o, psicopatico, sociopatico, infame e carogna

Premessa: vivo in Polonia, casa mia, figlia di due anni che fa quello che fanno tutti i bambini del mondo — corre, ride, piange ogni tanto, ma mai di notte.

Pasqua.
Il vicino di sopra, un ragazzotto sui 25 anni con la sua allegra comitiva di metallari, decide di organizzare la “Woodstock del palazzo”. Iniziano alle 22 con chitarra elettrica, birre e cori da stadio. Fino alle 4 del mattino.

La ciliegina sulla torta? Da mezzanotte in poi si inventano un gioco: volume delle casse al massimo, poi stop improvviso per due secondi. Aspettano. Silenzio. Poi di nuovo BOOM volume a palla. Suppongo fosse un test: “sentono i vicini? reagiscono? ci spaccano la porta?”

Ma non è finita. Dopo aver raggiunto un tasso alcolico degno di Keith Richards nello scatto con Bowie e Tina Turner, iniziano a urlare parolacce in polacco. Alcune capisco bene: “bastardo italiano” incluso nel repertorio.

Ecco un altro VDI:   Le bestie che si sdoppiano

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