Ho sentito qualcuno vicino a lui dirgli qualcosa. Non ho capito le parole, ma la sua risposta è arrivata chiarissima:
“Ma è Capodanno!”
Evidentemente, secondo lui, la data autorizzava anche a tenere sveglio il vicinato insultandolo. Non so cosa gli abbia risposto l’altra persona. Ho immaginato che gli stesse spiegando proprio questo: il calendario non rende automaticamente divertente qualsiasi idiozia.
So soltanto che, dopo quelle proteste, è arrivato il silenzio.
Niente più auguri. Niente più drogati. Nemmeno un ultimo ritornello.
La casa isolata non l’avevo ancora trovata, ma per quella notte avevo ottenuto almeno una parte del miracolo.
Auguri, drogati
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