I miei vicini.
Villette a schiera.
Case tutte uguali, prati tagliati con il righello, vialetti puliti come in un catalogo IKEA.
Ci incrociamo ogni tanto, chi esce e chi entra.
Passo io e girano lo sguardo.
Una volta.
Due volte.
Tre volte.
Dieci volte.
Siamo a Miami, che ne so… magari qui si fanno i fatti loro.
Lingue diverse, culture diverse, magari semplicemente non gliene frega nulla.
Me ne faccio una ragione.
Comincio a pensare che sia come in certi condomini italiani: ci si conosce da vent’anni ma il massimo scambio è un “Buongiorno” detto di traverso, e neanche ogni volta.
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