I miei vicini organizzano dispetti ai condomini e poi si stupiscono quando trovano qualcuno ad aspettarli. Non credo abbiano ancora capito che i loro piani si sentono anche attraverso le pareti.
Abito a Roma e so praticamente tutto della loro vita. Non perché mi metta ad ascoltare: loro parlano come se dovessero raggiungere qualcuno dall’altra parte della strada.
Non serve che siano arrabbiati. Anche decidere cosa mangiare a cena richiede un volume capace di informare mezzo quartiere.
So cosa cucinano, quali problemi hanno al lavoro, quando devono fare la lavatrice e chi sta per entrare in doccia.
Conosco anche momenti della loro intimità che avrei lasciato volentieri fuori dal rapporto di vicinato. Ci sono informazioni che non cerchi e che, purtroppo, una volta sentite non puoi restituire.
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