Sono uscita a prendere la legna e ho trovato la vicina del piano di sopra che urlava contro il mio cane, sporgendosi verso il nostro giardino e agitando le mani. Fino a quel momento pensavo che la giornata sarebbe stata difficile soltanto per il rumore.
Alle sette ci avevano svegliati i pianti e le urla dei bambini. A pranzo era ricominciato tutto, con l’aggiunta di colpi pesanti, oggetti sbattuti e cose che dal piano di sotto non riuscivo nemmeno a identificare.
Non era ancora metà pomeriggio e avevo già passato buona parte della giornata a cercare di ignorare quello che succedeva sopra.
Poi sono uscita.
Il cane ha cominciato ad agitarsi, andando avanti e indietro e abbaiando. Ho guardato per capire cosa avesse visto e sono usciti anche loro.
La vicina si è rivolta verso di lui urlando. Alzava le mani, con gesti che a me sono sembrati minacciosi, e si sporgeva dalla nostra parte.
Il cane non si calmava affatto. Più lei gesticolava, più lui si agitava.
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