La mia posta ha una cassetta apposta, ma la vicina preferisce tenerla a casa sua. Poi mi chiama per dirmi di andare a prenderla. Se non vado, richiama. Alla fine una busta riesce a produrre più telefonate di un’emergenza.
È successo di nuovo. Secondo lei il postino aveva suonato, io non c’ero e quindi aveva consegnato tutto a lei.
Io non le credo. Il postino normalmente lascia la corrispondenza nella cassetta e sono convinta che sia lei a prenderla. Con la posta arrivano anche i pacchi e, soprattutto, arriva il motivo per cercarmi.
Al telefono ho provato a essere chiara.
“Guarda, lasciala nella cassetta. La prendo io.”
“Sì, va bene, ma questa vieni a prenderla a casa. La tengo così non la perdi.”
Non le avevo chiesto di custodirla. Le avevo appena indicato dove metterla.
“Rimettila nella cassetta della posta. Quando posso, la prendo.”
“Sì, sì, però vieni a prenderla qui, così siamo sicure che non la perdi.”
Mi risponde di sì e poi ripete esattamente quello che voleva fare dall’inizio. Io chiudo la telefonata, la busta resta da lei e poco dopo il telefono suona ancora.
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