L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato, Vicini invadenti

strada chiusa

La mia vicina da incubo ha circa 50 anni, tutta carina e gentile, esattamente uno di quei personaggi che appaiono all’inizio dei film thriller prima di commettere una strage.

Ci siamo trasferiti da circa un mese nella nuova casa: casa indipendente con giardino (sul retro ma visibile dalla strada).
Di fianco, la casa della suddetta stalker.

Siamo arrivati con nostro figlio piccolo. Appena ci ha visti si è fermata a parlare e la prima cosa che ci ha detto (a noi perfetti sconosciuti) è che lei non può avere figli.
Lo stesso giorno nostro figlio ha passato la notte insonne con il mal di pancia (preso d’occhio?).
*Pensiero del giorno: che bello abbiamo dei vicini bravi, gentili e socievoli!*

Passa qualche giorno, il mio fidanzato torna tardi dal lavoro, prende il bimbo ed esce in giardino.
La vicina che “casualmente” passa di lì (è una strada chiusa, casa sua è dalla parte opposta) “Ciao!”, li saluta e parla. Il bimbo inizia a piangere disperato. Coincidenza.

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-Si scoprirà poi che il bimbo aveva già capito tutto prima di noi-
*Pensiero del giorno: che bello, i vicini ci tengono a farci sentire accolti!*

Il giorno dopo stessa cosa.
Il giorno dopo stessa cosa.
Il giorno dopo ancora stessa cosa.
Solo con il mio fidanzato… l’avrà preso in simpatia?
*Pensiero del giorno: sì, gentile, però inizia a prendere un po’ ai maroni.*

I giorni successivi inizia a succedere a me.
Ci sente lì fuori, esce dal suo cancello, va in strada, raggiunge la recinzione da cui è visibile il nostro giardino e.. “Ciao!”.

Ha iniziato a farlo ogni giorno.
Ha iniziato pure a parcheggiare la sua macchina in strada davanti al nostro giardino così da avere la scusa per affacciarsi.
(Come noi, lei ha garage, posto auto esterno e spazio in strada davanti alla sua di recinzione).

Ha iniziato a non lasciarci scampo nemmeno quando usciamo.
Ha iniziato a lasciare la porta di casa sua aperta (pioggia, vento, 80 gradi all’ombra, invasione di zanzare) e appena passiamo lì davanti per tornare a casa, che sia in macchina o a piedi, lei corre fuori di casa, fuori dal suo cancello, va in strada, si affaccia alla nostra recinzione e ci segue per attaccare bottone.

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Sì, ci segue. Perché se spingo il passeggino in giardino a 90 km/h per entrare in casa, lei corre fuori a 100 km/h per far in tempo a beccarci.
Ogni singolo giorno, mattina e sera.
Se non è stalking questo.

Essendo una strada chiusa siamo costretti a passare davanti casa sua e non facciamo in tempo ad entrare dentro casa. Non sappiamo come sfuggire. Non abbiamo più privacy.
Ma soprattutto mette un’ansia paurosa.

Dovendole far presente “il problema” abbiamo paura dei risvolti thriller nella nostra storia. Questione di sensazioni.

Precisazioni:
1) La parte del “preso d’occhio” è ironica, se non si è capito. Dalle mie parti non significa “fare il malocchio” bensì, anche in modo positivo, invidiare tanto una persona/cosa da crearle danno, anche involontario. E ribadisco: IRONIA.
2) Non è sola, ha marito e amici che vengono a trovarla regolarmente e con cui escono.

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