Mia nonna e sua cognata, due donne dal carattere forte e orgoglioso, hanno combattuto per anni una guerra silenziosa ma costante… e il campo di battaglia era un semplice vialetto condiviso.
Per capirci: mia nonna, con una precisione quasi maniacale, ogni giorno tracciava una specie di confine invisibile, separando i suoi sassolini da quelli della cognata. Ci passava le ore, quasi fosse un rito: da una parte i “suoi”, dall’altra i “loro”. Se trovava anche solo due sassolini fuori posto, li rimetteva subito oltre la linea, brontolando come se avesse scoperto uno sconfinamento.
La cognata non era certo una che subiva in silenzio. Per rispondere a quella fissazione, svuotava il secchio delle sterpaglie direttamente sul portico di mia nonna: foglie secche, ramoscelli, erbacce… un tappeto pronto ad accoglierla la mattina dopo. E quando le facevano notare la cosa, lei alzava le spalle dicendo che “era stato il vento”.
Questa guerra del vialetto è andata avanti per anni, tra piccoli dispetti e ripicche quotidiane: un vaso spostato apposta, un ramo potato al millimetro perché non sconfinasse, un secchio d’acqua lasciato a rovesciarsi proprio sul confine.
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