Segue da  “Non si può più fare niente” e “I lavori (ci scusiamo per il disagio)“.

Il mio vicino ha una voce fastidiosa. Ma fastidiosa.

Il mio vicino parla più o meno come Duffy Duck. Dite: “Ma tu come fai a saperlo?”. Il mio vicino urla. Ecco come faccio a saperlo. E siccome al mio vicino piace tanto parlare al telefono – rigorosamente in viva voce, ça va sans dire – e il simpatico personaggio trascorre buona parte del suo tempo in casa, la voce del mio vicino in sottofondo rappresenta una costante pressoché quotidiana nella mia esistenza.

E non solo urla e non solo parla come Duffy Duck.

Il mio vicino ha questa abitudine insopportabile, ma è veramente insopportabile, di trascinare il finale delle parole, in particolare delle parole che finiscono con la lettera A e con la lettera O. Perciò – mettiamo che a fine giornata io mi sia buttato sul divano in attesa dell’ispirazione per la cena – l’effetto è più o meno questo: mi trovo come si è detto sul divano e in sottofondo dall’appartamento di sopra (voce Duffy Duck).

“BlablablablablabAAAAAAAAAAA”
(incomprensibile)
“BlablablablablablaOOOOOOOOOOOOO”
(pausa)
“OOOOOOOOOOOblablablablabla”
(incomprensibile)
“AAAAAAAAAAAAAAAAA”

Così, per ore, tutti i giorni, può essere la mattina alle otto ma può anche essere mezzanotte.

“AAAAAAAAAAAAAAAAAAA” con la voce da Duffy Duck, cioè voi pensate per esempio una sera che siete lì per fare sesso, siete lì, tutti presi, no, dalla situazione piccante, quand’ecco che improvvisamente dal piano di sopra vi arriva questo che “AAAAAAAAAAAAAA” con quella sua voce fastidiosa. No dico, provateci, provate a fare sesso con la voce del tizio nelle orecchie.

“OOOOOOOOOOOOOOOOOO”

All’inizio lo prendevo in giro e gli facevo il verso specialmente in estate con le finestre aperte, lui faceva “AAAAAAAAAA” e io ripetevo “AAAAAAAAAA” da sotto.

Però è scemo. Mica capisce.

Allora sono passato a chiedergli la cortesia di abbassare la voce almeno la sera, non volevo essere troppo aggressivo perciò l’ho messa sulla sua privacy: “Senti, non è per qualcosa, però, insomma, capisci bene che se urli le tue conversazioni diventano pubbliche e, voglio dire, sono a volte anche cose personali, sai, la gente, i fatti tuoi, eccetera”.

Però è scemo. Mica capisce.

“AAAAAAAAAAAAAAAA”

La state facendo la voce da papera?
Eh, niente.

Convivo da tre anni, forse sono quattro anni, va beh, convivo con questa voce insopportabile dal piano di sopra che mi fa perdere la concentrazione qualunque cosa io stia facendo.
Anche durante il sesso.

Non c’è verso di farlo smettere. Gli scrivo e lui “scusa scusa”, e poi riattacca.
“OOOOOOOOOOOOOO”

È più gradevole il camion dei rifiuti.
Seriamente.

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Luca

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