Estate del 2005, una sera qualunque, rientro a casa, esco sul terrazzo per prendere un po’ d’aria e mi ritrovo davanti una scena che ancora oggi faccio fatica a credere sia successa davvero.
Dalle palazzine vicine un gruppo di fenomeni stava tirando arance contro le case oltre i garage, ma non per gioco, proprio a raffica, roba che sbatteva contro cancelli, muri e soprattutto macchine parcheggiate.
Si sentivano i colpi sulle carrozzerie e le risate in lontananza mentre noi restavamo lì affacciati a guardare il delirio senza capire nemmeno bene cosa stesse succedendo.
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