Le urla sono diventate talmente forti che, nel giro di pochi minuti, sono usciti tutti i vicini per capire che cosa stesse succedendo.
Io ormai ero partita e ho concluso dicendole che, se per lei qualche goccia d’acqua rappresentava una tragedia mentre quindici giorni di rifiuti sul balcone erano perfettamente normali, allora potevo facilmente trarre le mie conclusioni sul suo stile di vita.
Non è stato il mio momento più diplomatico, lo ammetto. Ma ero stanca di essere sempre gentile con una persona che ci costringeva a tenere le finestre chiuse e poi scatenava l’inferno per un po’ d’acqua.
Da quella discussione sono passate due settimane. La vicina porta regolarmente giù l’immondizia, pulisce il balcone e, incredibilmente, persino l’aria è tornata respirabile.
A quanto pare anni di richieste educate non erano serviti a nulla. È bastato comunicarle il concetto con il volume giusto e davanti a tutto il condominio.
Ora speriamo soltanto che non le torni l’allergia ai cassonetti.
Sono a casa in malattia da circa un mese, con febbre persistente e diverse visite…
Da due anni non dormo più da sola: insieme a me, praticamente dentro la camera…
Il bello di un trasloco è sapere che ogni mobile caricato sul furgone ti avvicina…
Fino a ieri avrei potuto presentarmi raccontando qualche episodio sui miei vicini da incubo. Poi…
Nel nostro condominio sono tutti vicini stupendi, educati e disponibili. Tutti tranne, guarda caso, la…
Quando finalmente ha lasciato casa, insieme ai suoi effetti personali si è portato via anche…