L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

“Io la luce la pago!”

Quel condomino che resta alla soglia dell’appartamento del terzo piano per vedere quando avrei salutato la mia compagna in modo da non tenere la luce accesa, sentirlo ciabattare giù e vederlo spuntare con pugni chiusi, affare preso, imbronciato e sentirlo esclamare con rabbia: “Io la luce la pago!”.

Tenendomi cinque minuti a discutere sul fatto che la luce la paga anche lei è che ero lì da cinque minuti esatti, che la luce durava venti secondi e che siamo stati tre minuti con le torce del cellulare per non deturpare l’armonia generale compresa la sua. Niente, mi ha mandato a cag4re.

Si sussurrava addirittura! Ma il problema è che c’era un estraneo, aveva bisogno di un motivo. Comunque per ripicca appena spenta la luce gli ho detto: “Ok discutiamo al buio allora io non ho problemi”. Ovviamente io presissimo dalla paura potesse aggredirmi al buio, era un armadio seppur 70enne, bello gonfio.

Se n’è andato indispettito, brontolando fino al terzo piano dopo che gli ho detto: “Se non veniva giù a discutere ero già andato via, se scendeva un minuto dopo non c’ero più!”.

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Io sempre nel pieno rispetto tra l’altro, ma a questa gente dovrebbe capitare un condominio dove abbiamo abitato: alle tre di notte portoni aperti a discutere con la musica alta e la polizia che dice che non può venire, altro che noi! Certi non hanno più pazienza.

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