Il vicino non riusciva a dormire e alle quattro e mezza del mattino ha deciso di aggiustare lo scaldabagno. A martellate. Quando sua moglie me l’ha spiegato, ho capito che per loro era una motivazione sufficiente.
Io, che dovevo alzarmi alle sei per lavorare, avevo qualche obiezione.
Questa famiglia si è trasferita accanto a casa mia circa un anno fa. Condividiamo un muro e, da allora, anche i loro gusti musicali: reggaeton e neomelodica napoletana a tutto volume, a qualsiasi ora.
Soprattutto d’estate, quando tengono a offrire il servizio all’intero vicinato.
Se devo lavorare o studiare, non riesco a concentrarmi. Chiudere la finestra non risolve nemmeno il problema: la musica arriva comunque e io, in più, muoio di caldo.
Non capisco perché debba stare barricata in casa per consentire a loro di ascoltare una canzone come se fossero gli organizzatori del concerto.
Insonnia col martello
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