Pensavo che la questione fosse finita lì. Non pretendevo un risarcimento né una cerimonia ufficiale, sarebbe bastato riconoscere l’errore e prestare più attenzione la volta successiva.
Da quel giorno, invece, il vicino ha smesso di salutarmi.
Quando ci incontriamo nel palazzo passa dritto, come se fossi stato io a rovesciare l’acqua o a presentarmi alla sua porta senza motivo. Evidentemente chiedergli di non allagare casa mia è stato considerato un affronto personale.
Almeno per ora l’acqua non è più scesa.
In compenso, insieme ai vasi, è annegata anche l’educazione.
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