Spesso è accompagnato dal Professorino, un giovane docente universitario che sembra averlo scelto come mentore. Con lui, per uno strano scherzo del destino, sostenni perfino un esame diversi anni fa.
Da allora mi tocca evitarlo come la peste, perché è invadente quasi quanto il Professore.
I due restano seduti sulle scale per tempi interminabili, discutendo di eventi storici e corredando ogni ricostruzione con lunghissime opinioni personali. Non importa che qualcuno stia andando al lavoro, portando le buste della spesa o cercando semplicemente di raggiungere il portone: se passi nel momento sbagliato, rischi di assistere a una conferenza completa.
Il Professore, inoltre, soffre d’insonnia. Ogni mattina, verso le quattro, è già sulle scale a tossire e scatarrare con una potenza impressionante.
Io vivo al piano rialzato e tra il mio letto e la sua postazione ci sono soltanto pochi metri. Puntualmente mi sveglia e io, ancora mezza addormentata, non posso fare altro che imprecare ad alta voce sperando che il messaggio attraversi la finestra.
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