Un giorno accade qualcosa di straordinario: muovono contemporaneamente due automobili e si ritrovano senza abbastanza scooter per occupare entrambi gli spazi.
Io arrivo proprio in quel momento e, vedendo finalmente un posto bianco libero, parcheggio.
Non faccio in tempo a spegnere il motore che la signora esce di casa e viene subito verso di me.
“Scusa, per quanto tempo pensi di lasciare qui la macchina?”
La guardo, poi guardo le strisce bianche sotto l’auto, cercando di capire se durante la notte fosse comparsa una targa con il loro cognome.
Era un normale parcheggio pubblico, libero e senza alcuna limitazione particolare. Eppure mi stava chiedendo quando avrei liberato il “suo” posto, quello che evidentemente aveva dimenticato di prenotare con uno scooter.
Le loro tre macchine continuano ad avere garage, spazio davanti al garage e cancello privato.
Ma i parcheggi bianchi, a quanto pare, sono pubblici soltanto quando li occupano loro.
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