La prima tentazione è andare a parlarle. La seconda è ricordarmi quanto sono arrabbiata e lasciar perdere, almeno finché non riesco a formulare una frase senza urlare.
Così vorrei rispondere con un biglietto, scritto bene, da attaccare proprio lì.
Non l’ho ancora esposto. Sto cercando le parole adatte, perché al momento mi vengono tutte poco adatte a un avviso condominiale.
Durante il trasloco non potevamo fermarci davanti a un garage che era da un’altra parte, per non bloccare una macchina che non esiste.
Ora non possiamo riempire un bidone perché deve restare vuoto.
Sto cominciando a capire perché qui sembri tutto così ordinato: a quanto pare, non si può usare niente.
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