Grazie al cielo esiste il portinaio.
E no, non è un modo di dire: esiste davvero, in carne, ossa e chiavi di riserva, e in questa storia assume ufficialmente il ruolo di angelo custode del quieto vivere.
Questa vicenda risale a circa due o tre anni fa, in un periodo della mia vita in cui ancora credevo che il rumore in condominio fosse un evento sporadico e non uno stile di vita.
Abito in un palazzo di nove piani. Io sono al settimo, sopra di me — all’ottavo — abitano un signore sui quarant’anni e sua madre, anziana e malata da molti anni. Da quando vivo lì non li ho mai, e sottolineo mai, sentiti. Nemmeno una sedia spostata, nemmeno un colpo di tosse, nemmeno un “ops”. Il silenzio assoluto. Vicini ideali. Di quelli che quasi ti dimentichi che esistono, e quando ci pensi ti viene da dire: che brave persone.
Poi arriva quel periodo maledetto in cui nel palazzo si susseguono una serie di traslochi degni di un Monopoly impazzito: tre appartamenti venduti praticamente nello stesso momento. Camion, scatoloni, gente nuova che non saluta. Il classico preludio alla tragedia.
marirosa
metodo Montessori.