L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

I dispetti

Sono proprietaria e vivo da diciotto anni in un piccolo condominio di otto unità abitative. Un microcosmo tutto nostro: c’è il pensionato che parla con il gatto, la giovane coppia che litiga ogni tre per due, quelli che non sai mai se ci abitano davvero o sono solo rumorosi spiriti erranti… insomma, la solita fauna condominiale. Tra affittuari che vanno e vengono, persone che arrivano per restare tre mesi e poi spariscono come comparse di una serie televisiva cancellata, ho sempre avuto a che fare con un continuo ricambio umano.

Eppure, in diciotto anni, unica costante è lei: la vicina del piano terra. Una donna che sembra vivere in un perenne stato di guerra fredda con l’intero pianeta. Sguardo affilato, tono sempre risentito, sorriso mai pervenuto. Più che abitare in un condominio, pare custodire un segreto di stato nel suo appartamento, tanto è sull’attenti ogni volta che passa qualcuno.

Quest’estate, dopo una serie infinita di riunioni condominiali — quelle che alla fine ti chiedi perché non ti sei data malata, o perché non hai fatto un voto di silenzio pur di evitarle — finalmente si decide di fare dei lavori importanti: serramenti nuovi, tetto rimesso a posto, cappotto termico. Roba che porterà beneficio a tutti. O almeno, così pensano le persone normali.

Ecco un altro VDI:   Ore 00:38

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