Categories: Storie dal vicinato

Ho fame. Occhio ai piedi.

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Lui ha provato a spiegarle che in quelle ore non c’era nessuno.

Io ero in Veneto. Lui al lavoro. Le sedie, salvo iniziative autonome, erano ferme.

Ha fatto due tentativi. Lei ha alzato la voce e continuato, così lui ha smesso di rispondere e ha cominciato ad annuire.
 
Tra l’altro, lunedì e mercoledì erano proprio i giorni in cui lei aveva usato il suo rumorosissimo aspirapolvere. È già successo che attribuisse a noi i rumori sentiti mentre puliva.

Il mio compagno avrebbe voluto chiarirlo. Dopo una decina di minuti, però, voleva soprattutto cenare.
 
Ha scrollato le spalle, raccolto lo zaino e ripreso le ultime due rampe di scale.

Lei gli è andata dietro.

“Dove stai andando? Non ho finito! Dovete smetterla di fare rumore! Mi ascolti?”

Lui ha raggiunto la porta, aperto e fatto per entrare. Quando si è girato per chiudere, se l’è trovata davanti, già sul nostro zerbino.

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Vicino

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