Non è la classica storia della vicina da incubo.
È molto peggio.
Per lavoro mi alzo ogni mattina alle quattro.
Faccio di tutto per non disturbare nessuno: cammino in pantofole, mi muovo con il passo più leggero possibile, evito qualsiasi rumore.
Eppure, ciclicamente, la vicina del piano di sotto mi fa un presentat arm che il sergente Hartman, al confronto, sembra un educatore dell’asilo.
Più volte mi sono anche messo in discussione.
Poi, però, basta vivere in questo condominio per capire che il problema sono i muri.
Sono talmente sottili che sento perfino il tintinnio dei piatti dei vicini.
Nonostante questo, ogni tentativo di spiegare che faccio il possibile per non fare rumore è sempre stato inutile.
Con lei il confronto civile non esiste.
Nemmeno mia moglie è mai riuscita a farla ragionare.
Ha persino il nostro numero di telefono, ma sono stato costretto a bloccarla su WhatsApp perché alternava i messaggi del tipo “Abbassate la voce!” a catene complottiste sul Nuovo Ordine Mondiale.
E vi assicuro che in casa nostra non si urla mai.
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