Un giorno torno dal turno di notte, il mio compagno esce per andare al lavoro e io resto in casa da sola.
Tempo cinque minuti e dal garage sento il padre dei G. urlare al telefono come un pazzo.
“Vorrei sapere chi le ha dato le chiavi.”
“Adesso lui chiama subito.”
“Questa persona deve riconsegnare le chiavi del cancello.”
“Ma questa chi è?”
Io dopo le notti di lavoro diventavo emotivamente instabile come un procione sotto caffeina, quindi vado nel panico totale. Chiamo il mio compagno quasi piangendo dicendogli che sicuramente il vicino pensava fossi una ladra entrata abusivamente in casa.
Lui mi dà della paranoica e mi dice di andare a dormire.
Peccato che avevo ragione.
Più tardi scopriamo che il vicino aveva davvero chiamato quello del pianterreno per fargli contattare l’amministratore, convinto che io fossi una specie di trombamica occasionale a cui il mio compagno aveva lasciato le chiavi “a caso”.
L’amministratore poi chiamò il mio ragazzo solo per raccontargli tutta la scena ridendo come un matto.
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