L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Calabropakistano

A proposito della “mamma pancina” che scriveva qualche giorno fa che non riusciva a sentire gli odori dei vicini.

(Qui il link ndr)

Mi trovo in una situazione simile perché i miei vicini sono Pakistani e gli odori che arrivano dalla loro abitazione sono davvero fortissimi…

Io però ho una fortuna: la suocera calabrese.

La consiglio a chi si trova con problematiche simili e volendo l’affitto per brevi periodi di tempo (brevi perché me la rimandate, non perché non ve la voglia lasciare di più).

La suocera calabrese recita un proverbio in lingua che dice, più o meno: “Cu avi u malu vicinu avi u malu matinu, cu avi u bonu vicinu avi u bonu giardinu” che tradotto significa: “chi ha un vicino di merda, ha una brutta mattina, chi ha un buon vicino, ha un bel giardino“… che poi, alla fine, non ho mai capito esattamente cosa significhi, ma ho capito che se tua moglie, nonché sua figlia, ha dei vicini da incubo, lei si precipiterà a risolvere la situazione: la suocera è molto sensibile al vicinato.

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La suocera calabrese, dopo aver constatato che l’odore in casa è “Stomacùsu” (tradotto: non proprio gradevole) si mette in moto in un orario compreso tra le 5 e le 6 del mattino e cucina, praticamente ininterrottamente fino a mezzanotte del giorno successivo: la Calabria ha dichiarato guerra al Pakistan.

Quando hai a che fare con una moglie incinta e dei vicini pakistani, la guerra degli odori è totale: si parte al mattino presto con la preparazione della “pizza cu i Resimujji” una sorta di focaccia al peperoncino, pezzetti di carne e grasso, si prosegue con “i Milingiani“: melanzane ripiene fritte con tanta cipolla, aglio, pomodoro, per un pranzetto veloce e leggero. Poi “fileja ch ‘Nduja”, una specie di pasta fatta in casa capace di annichilire le difese aeree pakistane.

La tromba delle scale diventa una sorta di girone dantesco. Ricorda il 5° canto dell’inferno, al posto di Paolo e Francesca avvolti nel vento perenne “quali colombe dal disio chiamate”, ci sono io e gli altri condomini: la miscela esplosiva di odori tra Pakistan e Calabria, sta creando una sorta di uragano sopra la città, probabilmente è questo che i palloni spia cinesi stanno monitorando… Gli odori stanno diventando solidi e si aggrappano alle pareti, facendosi largo come una sorta di “Blob” nel palazzo a cui si accede solo con maschere antigas e tute ignifughe.

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Purtroppo la diplomazia è inutile, perché il Pakistan sfodera in continuo curcuma, cumino, cannella, peperoncino e cardamomo (ma che cacchio è il cardamomo?), il tutto vaporizzato attraverso fritture in olio il cui odore ricorda l’olio esausto dei motori diesel. Immagino le molecole di olio sospese a mezz’aria che stanno diventando un tutt’uno con gli altri vicini, inglobandoli e fagocitandoli; immagino gli altri condomini che escono di casa, ormai tutti con il gel nei capelli… e non è gel…

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