Voglio raccontare la mia storia con i vari vicini avuti negli anni, giusto per farci due risate tutti insieme. Premetto che quello che sto per raccontare è tutto vero, posso giurarlo sulla tomba di mia nonna. E chi mi conosce sa che non scherzo su queste cose.
Cominciamo da circa 10 anni fa.
Abitavo con i miei in un condominio abbastanza rumoroso, di quelli dove sai sempre cosa stanno cucinando gli altri e a che ora litigano, però alla fine ci volevamo bene tutti. Era un caos organizzato: ogni tanto partiva qualche discussione, qualche porta sbattuta, ma finiva sempre a tarallucci e vino. Una piccola comunità.
Poi è arrivato lui.
Il proprietario della palazzina confinante. Una persona… diciamo… particolare. Uno che entrava e usciva dai reparti psichiatrici come fosse un albergo con la fidelity card. E a un certo punto ha deciso che il suo scopo nella vita era odiare i bambini che giocavano a pallone nel nostro cortile.
Se la palla finiva nel suo terreno partivano minacce tipo:
“Se la riprendete vi ammazzo!”
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