Una mattina mi sveglio con un messaggio sul cellulare. È il mio vicino di pianerottolo, Paolo. Testo secco, senza punti né emoji:
“Silenzia la lavatrice”.
Il cuore mi va in gola. Panico. Ho lasciato la lavatrice accesa stanotte? Ma no… o sì? Era l’una e mezza, mi servivano le magliette, ho pensato: “Tanto di notte funziona meglio”.
Evidentemente no.
Mi affaccio subito sul pianerottolo, pronto a farmi perdonare, e lo trovo lì. In ciabatte, con un caffè in mano e il sorriso più disarmante del pianeta.
“Scusa davvero, Paolo, giuro che non succede più.”
Lui scrolla le spalle e fa: “Tranquillo, era per ridere. Però ti regalo questi.”
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