A casa nostra ormai parliamo sottovoce, guardiamo la televisione con i sottotitoli e abbiamo persino paura di fare l’amore. Eppure la vicina del piano di sopra continua a lamentarsi.
Io e il mio fidanzato ci siamo trasferiti a giugno in un trilocale, in una frazione di una grande città che, di fatto, funziona come un piccolo paese. Dopo una settimana sapevano già tutti chi fossimo, pur non essendoci mai presentati.
Il palazzo sembrava perfetto: quattro appartamenti, uno vuoto, una sola dirimpettaia e la vicina al piano superiore.
I primi problemi sono cominciati quando abbiamo montato lo stereo. Avevamo sistemato le casse troppo vicino al soffitto e la prima sera la vicina ha battuto due volte sul pavimento. In quel caso aveva ragione: abbiamo spento immediatamente tutto e il giorno dopo abbiamo spostato le casse dietro al divano, in modo da ascoltare la televisione tenendo il volume molto basso.
Durante l’estate, però, con tutte le finestre aperte, la voce della TV arrivava anche a una coppia che abitava nel palazzo accanto. Le case sono talmente vicine che pure noi sentivamo chiaramente le loro conversazioni.
Avremmo chiesto scusa senza problemi, se solo fossero venuti a parlarci.
Invece si lamentarono con la nostra padrona di casa, con altri vicini e perfino con un collega del padre del mio fidanzato, una persona che non abitava nemmeno lì. Quando ormai tutto il paese conosceva la questione, qualcuno suggerì loro di rivolgersi direttamente a noi.
Un giorno ci fermarono per strada. Li ascoltammo, rispondemmo cordialmente e chiedemmo scusa, nonostante il giramento di palle. Con l’arrivo dell’autunno e le finestre chiuse, il problema si risolse e da allora con loro non abbiamo avuto altri contrasti.
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