(Leggi la prima parte)
(Leggi la seconda parte)
La “s’ignora” Vitalesta, forse innervosita da certe voci che girano sul mio andarmene a causa loro, ieri sera mi ha fatto l’agguato nell’atrio chiuso del palazzo mentre rientravo dal lavoro (io; lei, come sapete ormai, è mantenuta e stava uscendo in ghingheri, tipo santa patrona ammodernata di paese). Ebbene, entro nell’atrio e questa è lì ferma, in attesa (l’avevo già preventivata perché avevo sentito lo scalpitio zoccolante sulle scale già da fuori). Con aria di sfida nello stanco occhio porcino scandisce “Buonasera”. La guardo, la valuto (ha l’aria veramente usata), non indossa nemmeno la mascherina. Tiro dritto.
“BUONASERA” mi urla mentre sono già sul primo pianerottolo. Continuo a salire. “SCUSA EH! BUO NA SE RA”. Rallento di mezzo passo e osservo “Mi pare tardi per voler sembrare educata, signo’. E metta la mascherina”. Riprendo a salire, mentre questa sbraita “Maleducata! Sei una maleducata!” e per la tromba delle scale rimbombano stentoree le sue buone maniere (notare che questi mi danno del tu come se avessimo mangiato pane e salame insieme).
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