In questo caso il vicino di m***a è l’inquilino del piano di sotto.
Era stata una serata tranquilla, niente di folle: tre birre in compagnia, qualche chiacchiera con gli amici, poi tutti a casa. Quando arrivo davanti al portone, sono le cinque in punto. La strada è silenziosa, illuminata solo da qualche lampione che tremola come se stesse per spegnersi.
Entro nel palazzo, ancora mezzo assonnato, e premo il pulsante dell’ascensore. La luce sopra la porta è accesa: è occupato. Niente di strano, capita. Mi appoggio al muro aspettando, ma poi sento qualcosa.
All’inizio è solo un rumore sordo, un colpo contro il metallo, come se qualcuno avesse perso l’equilibrio. Poi però… risate. Un uomo e una donna. Risate basse, soffocate, seguite da un suono inequivocabile: gemiti.
paolo zuanon
Dirgli caro smetti di rompere i coglioni o parlo