L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Radio bella e monella

Io ormai a sessant’anni pensavo di averle viste tutte.
Vicini che litigano per le foglie.
Quelli che parcheggiano storti.
Quelli che ti misurano pure i centimetri della siepe.
Quelli che la domenica alle sette decidono di tagliare l’erba perché evidentemente odiano il prossimo.
Ma mi mancava il muratore dj.
Vivo in una bifamiliare, quindi già la privacy è quella che è. Se uno starnutisce lo sai. Se uno litiga al telefono pure. Se cade una forchetta ti viene quasi automatico dire “salute”.
Da due giorni il vicino sta facendo lavori fuori casa.
E ci mancherebbe altro, i lavori si fanno, il rumore lo sopporti, martelli, trapani, flessibili, pazienza. Io non sono uno che rompe le scatole per ogni cosa. Ho vissuto abbastanza da sapere che prima o poi capita a tutti di dover fare casino.
Il problema non è il rumore.
Il problema è che questo ha deciso di accompagnare i lavori con Radio Bella e Monella sparata a volume concerto di San Siro.
Ma forte davvero.
Non musica di sottofondo.
No.
Qui sembrava di avere i camionisti in tournée direttamente nel mio soggiorno.
Io lavoro da casa, al computer, finestre chiuse perché già fuori c’era il trapano che sembrava scavassero il traforo del Monte Bianco, e in mezzo a tutto questo:
“SEI GRANDE GRANDE GRANDE COME TEEEEE…”
Alle nove del mattino.
Il secondo giorno ero già cotto.
Perché il cervello umano dopo un po’ cede. Tra martellate e musica dance anni Novanta a volume da sagra della salamella iniziavo a sentire il bisogno di bere grappa direttamente dalla bottiglia.
A un certo punto esco.
Con calma eh.
Educato.
Pure troppo.
Gli faccio:
“Ascolta, i lavori va bene, ci mancherebbe… ma magari abbassa un po’ la musica.”
Non gli ho detto di spegnerla.
Abbassarla.
Normale richiesta da essere umano civile.
Questo si gira, si toglie lentamente i guanti da lavoro e mi fa:
“Eh però anche tu quando esci col cane fai abbaiare il mio e mi svegli la nipotina.”
Io lì fermo.
A guardarlo.
Perché a sessant’anni inizi a capire che certa gente ragiona veramente in modi misteriosi.
Cioè, il SUO cane abbaia e improvvisamente il problema diventa mio?
Che devo fare, uscire dalla finestra come i ladri nei film?
Ho un accesso solo.
Uno.
Se apro il cancello il cane sente rumore e abbaia. Fine. È un cane, non un monaco tibetano.
E soprattutto il mio passaggio dura venti secondi.
Radio Bella e Monella invece va avanti dalle otto del mattino fino quasi a pranzo.
Con pubblicità.
Jingle.
Dediche.
Risate degli speaker.
Ormai conosco pure il palinsesto.
La cosa che mi fa ridere è che io non sono nemmeno uno fissato col silenzio.
Le feste? Normali.
I compleanni? Normali.
Una serata rumorosa? Succede.
Perché oggi festeggi tu, domani magari lo faccio io.
La convivenza è quella roba lì.
Ma qui no.
Qui siamo al secondo giorno consecutivo di discoteca da cantiere.
E la parte peggiore è che questi lavori dureranno almeno un mese.
Un mese.
Io già mi immagino ad agosto, seduto in cucina col caffè, lo sguardo perso nel vuoto mentre da fuori parte:
“AMORE MIO MA CHE È SUCCESSOOOO…”
E lui col trapano in mano convinto pure di stare facendo compagnia al vicinato.

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