Questa è la (triste) storia del mio vicino.
Vivo in un condominio abbastanza tranquillo con il mio ragazzo. Per anni abbiamo avuto accanto una famiglia indiana gentilissima, persone davvero educate e rispettose, con cui ci scambiavamo sorrisi e saluti ogni volta che ci si incrociava per strada. E ancora oggi, se li incontro, mi fanno un cenno con la mano, una parola gentile.
Ma purtroppo non sono più loro i nostri vicini di pianerottolo.
Da un po’ di tempo è arrivato lui. Il nuovo vicino.
All’inizio pensavamo fosse solo un tipo un po’ solitario e rumoroso. Poi abbiamo capito che non si trattava solo di “rumore”.
Il nostro nuovo vicino ha chiaramente dei problemi con l’alcol. Lo dico con amarezza, non con giudizio, perché ognuno ha le sue battaglie — ma quando le battaglie degli altri iniziano a invadere la tua casa e la tua sicurezza, allora la questione cambia.
Le sue serate iniziano con musica sparata a tutto volume: heavy metal, rock & roll, roba anche bella, per carità — gusti musicali rispettabili — se non fosse che “canta” sopra le canzoni con un tono a metà tra l’urlo da stadio e la rissa da bar. Poi, a un certo punto, spegne tutto. Silenzio per qualche secondo. E poi ricomincia… ma stavolta con urla vere, aggressive, bestemmiando, lanciando bottiglie, rovesciando mobili e inveendo contro qualcuno che non abbiamo mai capito se sia reale o solo nella sua testa.
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