Quando abbiamo comprato questa casa era chiusa da anni, una di quelle abitazioni che pian piano diventano invisibili, con le persiane sempre abbassate, l’esterno spento e quell’aria triste da posto lasciato lì a invecchiare.
Ci siamo messi a sistemarla con calma, spendendo soldi ma soprattutto tempo, riempiendo l’esterno di piante e fiori, curando i dettagli, pulendo ogni giorno, annaffiando con la nostra acqua e facendo diventare tutto finalmente vivo.
E la cosa buffa è che praticamente chiunque passi si ferma a fare complimenti.
C’è chi ci dice che sembra una cartolina, chi ci ha scritto perfino su WhatsApp per dirci che finalmente vedere quella casa aperta mette allegria, chi si ferma a guardare i fiori o a parlare con i bambini.
Insomma, una situazione normalissima.
Se non fosse per la vicina.
Perché in ogni storia di quieto vivere esiste sempre quella persona che riesce a vivere la felicità altrui come un attacco personale.
Secondo lei il nostro esterno “fa schifo”, rovina il paese e soprattutto le ha distrutto una vecchia abitudine che evidentemente considerava un diritto acquisito: passare liberamente sul nostro marciapiede privato come se fosse suo.
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