Questo post non parla dei miei vicini – che, per fortuna, sono adorabili – ma di uno dei vicini più celebri della storia della letteratura: Filippo Argenti, vicino di casa (e nemico giurato) di Dante Alighieri.
Filippo era un cavaliere descritto dalle cronache come un uomo “grande e nerboruto”, noto per il carattere irascibile e per un certo gusto ostentato per il lusso: tanto che si era guadagnato il soprannome Argenti per l’abitudine di ferrare il proprio cavallo con ferri d’argento. Già solo questa scelta lo dipinge come un tipo un po’ sopra le righe, uno di quelli che oggi definiremmo tamarri di quartiere.
Ma la sua fama non derivava solo dall’argento. Era famoso per cavalcare con le gambe esageratamente larghe, e per prendere a calci chiunque osasse avvicinarsi troppo. Non parliamo di una diceria: a quanto pare, alcuni cittadini fiorentini lo denunciarono davvero per questo comportamento, tanto che il Comune dovette emanare norme ad hoc per limitare “l’esuberanza” del cavaliere. Naturalmente, come tutti i peggiori vicini della storia, Filippo continuò a ignorare le regole e a fare di testa sua.
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