L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Quando la muffa è meglio dei vicini

Ho convissuto per quattro anni con il mio ex marito in una casa di 58 metri quadri che, col senno di poi, mi sembra ancora più piccola di quanto fosse davvero. Non tanto per lo spazio fisico, ma per l’aria che si respirava: pesante, tesa, sempre sul punto di esplodere. Accanto a noi vivevano degli abusivi che avevano completamente ribaltato il concetto di giorno e notte. Per loro il buio era luce, il silenzio un fastidio, il riposo un optional.

All’inizio, quando stavamo ristrutturando casa, non capivo. Ogni tre per due erano lì a romperci le scatole perché “dovevano dormire”. Si presentavano infastiditi, polemici, a volte apertamente aggressivi. Io controllavo gli orari, ricontrollavo la legge, mi chiedevo se stessi sbagliando qualcosa. Ma no: tutto avveniva in fasce perfettamente consentite. Trapani, martelli, lavori necessari, normali. Poi ho capito. Loro dormivano di giorno perché di notte vivevano come se fosse mezzogiorno.

Sono stati i quattro anni più brutti della mia vita. E non lo dico con enfasi: lo dico con la stanchezza di chi ha vissuto a lungo senza dormire davvero. Cucinavano e urlavano da mezzanotte alle sette del mattino. Non parlavano: urlavano. Discussioni, risate sguaiate, porte sbattute, musica improvvisata. Come se il mondo finisse ai confini del loro appartamento.

Ecco un altro VDI:   Che dite, gli rispondo con gli Entombed?

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