Mi chiamo Rita, ho 68 anni e abito in un piccolo condominio di tre piani in provincia di Varese. Vivo da sola da quando mio marito è mancato, ma non mi sento mai davvero sola: nel bene e nel male, i vicini fanno compagnia anche senza volerlo.
Sul mio pianerottolo ci sono i signori Bianchi: Giulio, ex militare in pensione, e sua moglie Laura, una sarta che si sveglia ogni mattina alle sei per stirare. Abbiamo sempre avuto rapporti cordiali, un buongiorno e un buonasera, finché un giorno qualcosa si è rotto. Letteralmente.
Laura ha installato sul loro balconcino una casetta per gatti, di quelle in plastica con tetto spiovente, appoggiata proprio contro il muro che confina con il mio. Dentro c’era il loro micio, Zara, che passava le giornate a fissarmi mentre bagnavo le piante. Una volta le ho chiesto, con gentilezza, se poteva almeno spostarla di qualche centimetro, ma mi ha risposto che “tanto è piccola, non dà fastidio a nessuno”.
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