Casa mia sorge su un lotto di terreno edificabile che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto affacciarsi da un lato su una piazza e dall’altro su una strada di collegamento. In realtà, come spesso succede nei piccoli comuni, i lavori non sono mai stati completati: niente piazza, niente strada, solo un pezzo di terra lasciato lì, in una specie di limbo amministrativo. Dopo l’esproprio, il Comune non ha mai corrisposto indennizzi e, per non lasciare la questione in sospeso, si è finiti con una soluzione “all’italiana”: ognuno dei proprietari confinanti ha rilevato un pezzo di quello che doveva diventare “la piazza”.
Così oggi ci ritroviamo tutti con la nostra porzione di terreno in più. Io, nel mio pezzetto di circa 10 per 25 metri, che non è nemmeno contiguo alla casa ma dista appena due minuti a piedi, ho deciso di crearmi una piccola oasi. Ho montato una piscina fuoriterra alta 130 cm, qualche sdraio sparsa qua e là, un barbecue di quelli grossi, e persino una casetta mobile in legno che uso come spogliatoio e ripostiglio per gonfiabili, salvagenti e accessori vari. C’è anche un bagno chimico, giusto per non dover tornare sempre a casa.
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