I nostri vicini infami — non trovo un termine più gentile, purtroppo — sono la coppia che abita al piano di sopra.
La casa è una trifamiliare, ma a giudicare da come si sente ogni singolo passo, probabilmente è costruita con le pareti di cartapesta. Ogni suono, ogni sospiro, ogni rumore arriva amplificato come se vivessimo nello stesso appartamento, solo separati da una tenda.
Noi abbiamo un cane, un meticcio di otto anni, buono come il pane e soprattutto silenzioso. Non è uno di quei cani che abbaiano a tutto ciò che si muove: dorme la maggior parte del tempo e, quando lo lasciamo solo in casa (per forza, quando lavoriamo o usciamo un paio d’ore la sera), resta tranquillo sul divano a fissare il vuoto o a sognare crocchette.
Beh, da due giorni i nostri amabili vicini hanno deciso che il cane è il loro nuovo nemico pubblico.
Prima è arrivato un messaggino: “Il vostro cane abbaia, disturbando il mio riposo pomeridiano”.
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