Da mesi non riesco più a dormire una notte intera e ormai riconosco i miei vicini del piano di sotto senza nemmeno guardarli: mi basta sentire che ore sono.
Verso le tre del mattino cominciano a cucinare. Non parlo di uno spuntino veloce, ma di pentole spostate, posate lasciate cadere, sportelli sbattuti e pietanze dall’odore talmente forte e persistente che, nonostante le finestre chiuse, sembra vengano preparate direttamente nella mia camera da letto.
Quando finalmente finiscono con la cucina, comincia il marito. Tossisce e scatarra con una forza impressionante, tanto che si sente in tutto il cortile. Ogni volta mi sveglio di soprassalto, guardo l’ora e penso che forse sia finita.
Invece, dopo un quarto d’ora, ricomincia.
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