Il mio VDM — la mia “vittima del momento” — è il mio inquilino moroso.
Un uomo sotto sfratto da mesi, senza utenze da mesi, eppure ancora lì, fermo, impassibile, come se niente fosse. Non si muove, non paga, non se ne va. E io, nel frattempo, sto letteralmente affondando.
Non vi dico in che condizioni si trovi quella casa adesso.
Il cancellino, che avevo fatto verniciare di rosso fiammante pochi anni fa, è diventato nero. Non per scelta estetica: per la sporcizia, per il tempo, per l’abbandono. Da fuori sembra quasi una casa disabitata, ma dentro c’è lui — e la compagna, anche lei tutt’altro che tranquilla.
Ho scoperto tardi che sono persone pericolose, con storie alle spalle che non vorresti mai incrociare nella tua vita. E ora ci convivono accanto, come se niente fosse.
Quando arriva il caldo, diventa un inferno.
Le rare volte in cui aprono le finestre, l’odore che esce da lì è tremendo.
Un misto di muffa, immondizia e disordine. Una puzza che si insinua nelle tende, nelle stanze, nell’aria stessa.
Io chiudo tutto, spruzzo deodorante, ma non serve a niente.
È la puzza dell’abbandono, e di una rabbia che non puoi lavare via.
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