Il vicino infame, quello ce l’abbiamo tutti.
Il nostro è il classico personaggio che, ogni volta che c’è da decidere un lavoro condominiale, riesce sempre a trovare una scusa per rimandare. Non importa se si tratta di rifare il tetto che perde, mettere in sicurezza il cancello che rischia di cadere addosso a qualcuno o sistemare l’impianto elettrico delle scale: lui ha sempre una ragione “validissima” per dire no.
E il bello è che ci mette impegno. Ti snocciola scuse sempre nuove: “Ho la visita medica”, “devo andare a trovare un amico”, “non ho tempo di leggere i preventivi”… fino a quando non ti arrendi.
Così noi poveri condomini, esasperati, abbiamo iniziato a cambiare strategia: lo circondiamo. Letteralmente. Lo portiamo a casa di uno di noi con i fogli già pronti, lo sediamo al tavolo, gli leggiamo il preventivo riga per riga e non lo facciamo uscire senza una firma.
L’ultima volta, però, la scena è stata degna di un film.
Siamo lì, finalmente lo abbiamo convinto a mettere la sua firma sotto a un preventivo, quando notiamo che è l’unico con la mascherina abbassata sotto al naso.
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paolo zuanon
Ed era l’unico ad avere capito che i vaccini erano una presa per il culo