Buongiorno.
Io sono sveglia dalle due e mezza, grazie ai miei vicini di casa.
E non è la prima volta.
Vivo con i miei genitori in una piccola palazzina quadrifamiliare: due appartamenti sopra, due sotto. Noi siamo al piano terra, con un piccolo giardino che affaccia sul corsello dei box. A parole un posto tranquillo, in realtà un concentrato di rumori, passi, e voci fuori orario. Il problema principale sono i nostri vicini accanto, quelli del piano terra come noi.
Uno dei loro figli, un ragazzo sulla trentina che vive ancora lì, ha l’abitudine di uscire a fumare e chiacchierare al telefono a tutte le ore. Non importa se sono le undici di sera, l’una o le tre del mattino: lui è lì, davanti alle mie finestre, che parla, ride, si lamenta o discute con qualcuno dall’altra parte della linea. E io, che ho la camera proprio lì, sento tutto. Ogni parola, ogni risata, ogni tiro di sigaretta.
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