L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

Mi entra il fumo in casa

Io non ho parole. Giuro, ormai sto perdendo la capacità linguistica di fronte alle cose che vedo in questo quartiere.

Stamattina, scena tranquilla: mi sveglio, colazione, giornata serena, penso “oggi arieggio le lenzuola, faccio entrare un po’ di profumo di pulito in casa”. Esco sul balcone pieno di buone intenzioni, lenzuola in braccio come una pubblicità dell’ammorbidente, pronto a goder-mi l’aria fresca.

E invece? Apocalisse.

Un fumo denso, nero, irritante, roba da far sembrare l’incendio di Notre-Dame un barbecue tra amici. Tosse, occhi che bruciano, casa che in due secondi diventa la sala fumatori clandestina del peggior autogrill della A1.

Guardo giù, convinto di vedere almeno un falò rituale, un sabba segreto, un rogo medievale. E invece no: la genia qua dietro — quella che da venti giorni ha “il raffreddore”, che se continua così rischia di essere studiata dall’OMS — ha ben pensato di mettersi nel cortile a bruciare due sacchetti pieni di fazzolettini usati. E forse altro, perché quella fumata non la produci con due Kleenex: o ci ha aggiunto plastica, residui nucleari o il manuale del vivere civile.

Ecco un altro VDI:   La Bodycam

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