Premessa: il vicino non è cattivo. Con lui ho un buon rapporto. Anzi, ci si saluta, si chiacchiera ogni tanto, e tutto fila liscio.
Però c’è un dettaglio: io resto a casa solo la domenica. Tutto il resto della settimana sono via per lavoro, a 122 km di distanza.
Quindi la domenica, per me, è oro colato.
Altro dettaglio fondamentale: mio nonno ha costruito questa casa coi controcazzi. Murature che neanche un bunker della NATO. Non sento praticamente nulla da casa del vicino.
O meglio… quasi nulla.
Questa mattina mi sveglio alle 5:30.
Ok, la verità è che i cani hanno deciso che era il momento giusto per organizzare un concerto di latrati, quindi ho dovuto alzarmi. Già che c’ero, mi sono messa a sistemare l’orto.
Ora, il vicino è un pensionato quasi ottantenne. Non lavora da almeno vent’anni. Ha quindi sette giorni su sette di tempo per fare quello che vuole, a qualsiasi ora del giorno.
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