Più o meno sette anni fa, dopo una lotta che definire estenuante è poco, riuscii finalmente a liberare il mio vecchio appartamento da un’inquilina che aveva deciso, nella sua infinita generosità verso sé stessa, di viverci un anno e mezzo senza mai pagare un euro di affitto. Così, giusto per sport. Perché pagare è una cosa da cittadini normali, non da “professionisti della vulnerabilità”.
Quando, dopo carte bollate, avvocati e santi invocati a turno, misi di nuovo piede in casa mia, pensavo sarei entrato nel mio appartamento. Invece… sembrava di essere entrato nella scena finale di un film post-apocalittico. Roba che The Walking Dead a confronto pare un paesello svizzero ordinato e profumato.
Lavandino del bagno spaccato come se avesse tentato di dissanguare un mammut sopra la ceramica. Sabbia dentro tutti i rubinetti – sì, sabbia, non sto scherzando. O stava ricreando una SPA marocchina fai-da-te, oppure odiava gli impianti idraulici in modo filosofico.
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