Abbiamo dei giovani vicini che si sono trasferiti da pochi mesi nel palazzo.
Gente nuova, si dice sempre: diamogli tempo. Il problema è che il tempo passa, ma l’educazione no.
Tralasciando il folklore quotidiano fatto di musica neomelodica sparata a volume da discoteca anche alle tre del pomeriggio, e sigarette lanciate nel vuoto come se il pianerottolo fosse un posacenere condominiale, c’è una loro abitudine che supera ogni limite di decenza: lasciano regolarmente la spazzatura fuori dalla porta, sul pianerottolo, come se fosse un’estensione naturale della cucina.
Venerdì non eravamo in casa. Un’assenza breve, una di quelle fughe che dovrebbero riconciliarti con il rientro.
Siamo tornati il sabato mattina, chiavi in mano e mente ancora leggera, quando appena aperta la porta del piano veniamo investiti da un odore che non saprei descrivere se non come un misto di discarica, fogna e qualcosa di decisamente organico. Un fetore così denso da sembrare quasi visibile.
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