L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’automobilista ossessivo

Vivo in un condominio discretamente numeroso: palazzine, persone, un via vai continuo e quella tipica fauna da parcheggio che ogni giorno offre nuovi episodi degni di una docu-serie.
Per fortuna, a differenza di molti altri posti, qui almeno i posti auto sono assegnati: ognuno ha il suo, con tanto di numero, confine quasi sacro e liturgie non scritte.
Poi ci sono alcuni posti non assegnati, pochi, preziosi, riservati ai soli condomini. Una specie di riserva naturale, dove solo i più veloci o i più fortunati riescono a piazzarsi.

E in questo piccolo ecosistema vive… lui.
Il vicino in*ame.
Primo piano, balcone ampio, sguardo torvo e soprattutto: un’ossessione motorizzata.

La sua auto — una grossa tedesca di dieci anni — è il suo tesoro, la sua estensione spirituale, la sua ragione di vita. E lui vive nel costante terrore che qualcuno possa sfiorarla, guardarla troppo intensamente o, peggio ancora, appoggiarsi alla carrozzeria lasciando un alone di dita umane.

Ecco un altro VDI:   La trave

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