L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

L’amore contro l’ignoranza

Ho avuto una vita normale fino ai trent’anni.

Ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito quando ero poco più di una bambina. Mi sono sposata troppo giovane, convinta di aver trovato il grande amore, il principe azzurro che tutte sognano, ma dopo il matrimonio lui mostrò il suo vero volto.

Non voglio raccontare tutto quello che ho vissuto.

Posso solo dire che quando nacque mia figlia lui era in carcere.

Ogni volta che usciva avevo il terrore che potesse fare del male alla bambina. Io ero abituata a sopportare qualsiasi cosa, ma non gli avrei mai permesso di toccare mia figlia.

Per nostra fortuna i suoi periodi di libertà duravano poco e ogni ritorno in carcere, per quanto assurdo possa sembrare, era un sollievo.

Un giorno presi mia figlia, due valigie e un biglietto di sola andata per la città dove vivo oggi.

Non avevo praticamente nulla, ma per la prima volta dopo anni mi sentivo libera.

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I primi tempi furono durissimi. Vivevo ospite da mia zia, che non smetterò mai di ringraziare, cercavo di crescere una bambina piccola e ricostruire la mia vita, ma nessuna difficoltà poteva essere peggiore della realtà da cui ero scappata.

Con il tempo trovai un lavoro, riuscii a mantenerci e ottenni la separazione e la decadenza della responsabilità genitoriale del padre di mia figlia, che nel frattempo aveva costruito un’altra famiglia senza mai interessarsi davvero di noi.

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