L'erba del vicino non è sempre più verde

Storie dal vicinato

La vicina…

Nel mio palazzo c’è una signora, Maria. Ma tutti la chiamano “la Zia”. Nessuno sa esattamente da dove venga, ma tutti sanno che è qui da sempre. E che non si discute con lei. Non perché sia cattiva. È peggio. È instancabile. Una goccia che ti scava il cervello. Sempre con una busta in mano, sempre con un problema, sempre con un favore da chiedere.

All’inizio la prendevo sul ridere. Era folclore da pianerottolo. Tipo: “Aprite che ho dimenticato le chiavi!” oppure “Passate un attimo che si è staccato il tubo del lavandino!” Una volta mi ha suonato alle sei di mattina perché “il forno faceva una luce strana”. Era spento.
Nel giro di due anni, si è fatta aprire la porta di casa decine di volte. Sempre con lo stesso tono, tra il supplichevole e l’ordine militare. Diceva che aveva problemi con la serratura. Ma la serratura funzionava. L’unico problema era che perdeva le chiavi come si perdono le monete: ovunque.

Ecco un altro VDI:   Can che abbaia

Poi, qualche giorno fa, il colpo di scena.

Ore 14:15. Sto lavorando da casa, auricolari alle orecchie, quando sento il campanello suonare come se fosse un’allerta. Apro. È lei. “Mi si è rotta la porta. Chiama i pompieri. Subito.”
Provo a capire meglio, ma lei insiste: “Chiama, chiama!” Agitata, teatrale. E io, sfinito, chiamo.

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