Sono quella che non ha ancora deciso se vendere la villetta per comprare un appartamento e un camper. Da anni mi domando se riuscirei davvero a lasciare questa casa, gli spazi, il giardino e tutto ciò a cui ormai siamo abituati.
Da ieri, però, ho scoperto un dettaglio che potrebbe rendere la decisione molto più semplice: i miei vicini da incubo vivono tutti dentro casa mia.
Ho avuto un malore, una cosa improvvisa e bruttissima che mi ha spaventata parecchio. Per fortuna si spera che non lasci conseguenze, ma dovrò restare a casa almeno un mese, probabilmente anche di più, e affrontare una cura pesante a base di cortisone e antivirali.
La terapia mi abbasserà parecchio le difese immunitarie e i medici, considerando anche il periodo, mi hanno consigliato di limitare il più possibile persino i contatti con la mia famiglia.
Mia figlia frequenta l’università, mio figlio e mio marito lavorano regolarmente, quindi ogni giorno incontrano persone, entrano in ambienti affollati e poi tornano a casa. Per prudenza abbiamo deciso che io sarei rimasta quasi sempre in camera da letto, separata dagli altri.
Ieri sono entrata con tutto ciò che poteva servirmi: acqua, medicine, caricabatterie, telefono e qualche libro. Ho chiuso la porta e ho pensato che, almeno, avrei riposato.
Non avevo ancora capito che quella camera sarebbe diventata una postazione di controllo acustico sull’intera abitazione.
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