Negli ultimi giorni ho lavorato in smartworking e, approfittando del fatto di essere a casa, mi sono concesso un po’ di musica senza cuffie.
Niente di esagerato, volume più che ragionevole e finestra aperta per evitare di accendere il condizionatore e farmi spennare dalla bolletta.
Il secondo giorno mi suona alla porta la vicina, una simpatica signora sulla sessantina che, appena apro, mi accoglie con:
“Figliolo, perché metti musica satanica?”
Capisco che i Nightwish possano non piacere a tutti, ma da lì a evocare Belzebù ce ne passa.
Le spiego tranquillamente che, se il volume dava fastidio, avrei abbassato, e aggiungo che sarei rimasto in smart solo per quella settimana.
A quel punto però la discussione prende una piega inattesa.
Mi chiede se può entrare per verificare di persona se possiedo oppure no “roba satanica”.
Lascia una risposta